Varese si muove, da far girare la testa.
Varese si muove, ci dice il sindaco Galimberti quando ci fermiamo al semaforo rosso. E a me pare che abbia ragione, altrimenti questo giramento di testa non saprei da dove arriva. A volte preferirei avere il torcicollo, e guardare solo dritto davanti a me. Come di fronte alla vecchia caserma: un cadavere in pieno centro Varese, una carcassa che ha persino finito di puzzare, almeno per noi varesini, che ci abbiamo fatto l'abitudine.
Ma il Team Galimba ha avuto un'idea geniale, le ha fatto un bel vestitino di slogan.
Ed ecco un collage di comunicazione che sembra fatto apposta per dei bambini dell'asilo un po' tonti. C'è la bicicletta, il mezzo preferito dai varesini che abitano alla Schiranna, a Sant'Ambrogio o a Valle Olona. Ci sono i pesci che guizzano raggianti nel lago di Varese, dove tutti andiamo a fare snorkeling d'estate. C'è anche la tromba dei locali jazz del centro, quelli che non chiudono mai prima dell'alba. Ma soprattutto c'è l'immancabile dialetto bosino con un detto che ci ricorda quella voglia di mangiare che, raramente con buon gusto, distingue il dirigente medio italiano.
Fra tanta allegria era giusto fare un po' di sana informazione civica. Varese è ripartita. Ce lo ricorda il Progetto Stazioni: un'entità misteriosa di cui si parla da anni e che ogni varesino ha solo potuto interpretare a modo proprio, vista la qualità delle informazioni diffuse.
Varese si muove. E io mi muovo con lei, con voi tutti, e soprattutto con il Team Galimba e la sua voglia di trattare i cittadini alla stregua di adulti intelligenti e pensanti.

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