Progetto Stazioni a Varese. Il cantiere delle promesse misteriose.


Qualche anno fa era sulla bocca della Lega, ora è sempre sulla bocca della sinistra. È il Progetto Stazioni di Varese, lo spot elettorale che da tanto tempo viene riproposto ai varesini.

Ora che il progetto sta per partire, cosa ne sappiamo di ciò che succederà a Varese? Me lo sono chiesto, e ho fatto una breve ricerca sul Web.

Oltre alla normale curiosità di cittadino, ciò che mi muove è una scarsa fiducia nella nostra classe dirigente. La mia paura è che questa zona finisca per diventare una nuova Piazza della Repubblica. Non che oggi sia una perla, ma visto che ci sono in ballo 28 milioni di Euro, vorrei delle soluzioni all'altezza dell'investimento.

Purtroppo, però, la mia ricerca di informazioni non è andata bene. Mi sarei aspettato un sito internet dedicato, un luogo progettato per spiegare a tutti i cittadini, con parole semplici e immagini chiare, ogni dettaglio del progetto stazioni. Sarebbe stato bello avere anche una sezione dove trovare approfondimenti specifici e professionali pensati per qualcuno che se ne intende di urbanistica, sociologia e geografia. Nulla di tutto ciò.

Quello che si trova, anche spulciando sul sito del Comune di Varese, sono poche informazioni testuali e qualche immagine fatta con il computer. Più che a scopo informativo, questo materiale sembra avere uno scopo autopromozionale.

Mi chiedo cosa voglia dire Davide Galimberti quando afferma: "grazie a questo intervento diventeremo davvero una città europea in grado di competere con le sfide che ci attendono nel futuro". Mi sfugge il nesso fra una ristrutturazione e l'internazionalizzazione di una città che, in fatto di provincialismo, è tra le prime in classifica.

Mi fa sorridere che manchi una sana intenzione di spiegare e raccontare un progetto importante. Tutto viene trattato alla stregua di un messaggio elettorale e lasciato all'immaginazione dei cittadini. Perché, ci scommetto, se andassimo oggi stesso per strada a intervistare i residenti, quanti di loro sarebbero ben informati?

Dal canto mio, le domande che mi pongo e che restano senza risposta hanno un peso specifico importante. Mi chiedo come mai si stia costruendo l'ennesimo parcheggio di ben 330 posti nel cuore della città, salvo poi condannare l'uso delle automobili. Mi chiedo cosa succederà a questa area durante la notte, se resterà godibile e fruibile per passeggiare, o se sarà condannata a diventare una terra di nessuno, o peggio ancora uno spazio da pattugliare.  Chissà se l'area è stata progettata per facilitare l'incontro delle persone, o se diventerà l'ennesimo non-luogo senza significante né significato.

"Il progetto - leggo sul sito del Comune di Varese - punta su quattro forti elementi chiave: mobilità, ambiente, sicurezza e valore sociale." Leggendo queste promesse dovrei stare tranquillo. Ma non lo sono: restano dichiarazioni senza una spiegazione razionale condivisa. Per il momento sono delle promesse campate per aria.

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